Corsi e ricorsi di formazione
Regioni e province che autonomamente ed in competizione fra di loro, manco fossero rappresentanti di stati diversi, che organizzano e finanziano corsi per disoccupati.
Associazioni private che organizzano corsi e programmi di studio finanziati da ministeri e comunità europea, una addirittura con sponsor di peso quali la Fiat.
Cooperative che organizzano corsi per professionalizzare le badanti finanziati da regioni e provincie a pagamento che se non hai il loro diploma non puoi badare all’anziano o all’handicappato, cosa buona e giusta, ma la domanda vera è che professionalità vera danno detti corsi? Chi controlla e verifica il livello di preparazione?
Parrocchie e club privati che anche loro fanno corsi di cucina e cucito.
Cacchio ma di che ti preoccupi caro disoccupato? Ma non lo sai che la cultura, l’apprendimento è propedeutico al lavoro?
Dài disoccupato, usa il cervello che ti ha fatto mamma e studia.
Vedrai che diverrai imprenditore di te stesso e darai lavoro al vicino di casa ed a quel fratello svogliato ed ignorante che ti chiede sempre un prestito senza interessi ne possibilità di restituzione.
Tutti imprenditori, pizzerie a gogo, ristoranti in ogni dove, panifici in ogni angolo, venditori di salumi artigianali in ogni scala, badanti iper qualificate per ogni disabile, riparatori di motoseghe in ogni megalopoli, ma quello che penso più importante migliaia di manutentori e magazzinieri per fabbriche ormai chiuse.
Disoccupato ignorante impara a leggere.
La percentuale di negozi che a settembre dello scorso anno non hanno riaperto è pari al 17%.
Il numero attuale di lavoratori in nero è pari al 1,2% del pil.
Finora, questa estate 2015, sono morti in aziende agricole almeno 4 braccianti che erano impiegati a contratto ma percepivano in busta paga 2,50€ l’ora.
Il numero di bar, pizzerie e ristoranti in sofferenza finanziaria non sono dati che si possono quantificare ma le sofferenze bancarie sono divenute argomento di intervento governativo.
Tutti a mangiare alla mensa del corso di professionalizzazione ma tu mio caro, disoccupato sei e disoccupato rimarrai, ma almeno farai una buona pizza a casa per la tua famiglia.
Disoccupato, fratello, io e te siamo soli e senza rappresentanza.
Credo che dobbiamo superare l’isolamento, organizzarci ed imporre le nostre istanze.
Tuo
Disoccupato-incazzato-insonne
Claudio