Le pale eoliche di Montelago e le risate della Merkel

31.01.2016 09:59

Le pale eoliche di Montelago e perché la Merkel fa bene a ridere di noi.

 

Non mi voglio bene, amo soffrire, così per soddisfare questa mia tendenza masochista sono andato ad ascoltare l’assemblea delle associazioni e singole persone contrarie alla realizzazione di una, sì una sola, pala eolica in Montelago nel mio comune, già proprio quello in cui risiedo. 

 

Parliamo di quel comune italiano che in pochi anni è riuscito a mettere in vendita tutto il vendibile, tanto che ad un certo punto ironicamente dissi che non più di amministrazione pubblica si tratta ma di curatori fallimentari veri e propri.

 

Montelago è un posto ameno, meraviglioso scorcio degli Appennini Marchigiani, lì è ancora possibile vedere mandrie di cavalli che pascolano liberi e dove colline verdi e montagne dignitose si incontrano. Ora grazie al silenzio che diviene assenso da parte del comune una azienda agraria costruirà un ventilatore alto 40 metri per produrre lo 0,00000001 del fabbisogno energetico nazionale e che non gli servirà per distaccarsi dalla rete di distribuzione elettrica divenendo così un’azienda autarchica. 

 

Quel ventilatore però gli permetterà di attingere ai fondi per le energie rinnovabili che l’intera nazione paga nelle sue bollette, avrà prestiti agevolati da parte di banche che sono garantiti da una regione marchigiana che contemporaneamente chiude il reparto neo-natale dell’ospedale di Fabriano per mere ragioni economiche e non socio assistenziali. E sì perché qui siamo capacissimi di recepire le tendenze politiche nazionali decidendo che la sanità, come l’energia, non è servizio sociale mirato al benessere dei cittadini ma mercato, affare, guadagno.

 

Come è possibile tutto questo? Semplicemente perché questa nazione non ha un piano energetico nazionale se non quello di far usare fondi pubblici ai soliti furbetti del quartierino o favorire le politiche corruttive dell’ENI in Africa o prepararsi alla guerra in Libia in nome e per conto delle corporazioni petrolifere statunitensi. Come non ha una politica industriale se non per favorire congreghe di incapaci che si auto-definiscono industriali ma che in un mercato vero non avrebbero alcuna speranza di sopravvivenza.

 

Una nazione che naviga a vista come può pretendere un posto al tavolo del potere Europeo? 

La Merkel ed Holland ne hanno di che ridere.

 

Vostro

 

Disoccupato-incazzato-insonne

 

 

Claudio